Cyberteologia su “La Stampa”

di Gianluca Nicoletti

La rete è sicuramente qualcosa di più di una tecnologia per trasferire dati tra computer. Nella fase attuale del social network, ancora di più è palese quanto l’essere connessi oramai non possa più considerarsi come un’attività accessoria. Mentre i guru di Internet appassiscono uno dopo l’altro come divinità decadute di antichi culti dimenticati, qualcuno comincia a riflettere sul fatto che la ciò che accade in rete possa coincidere con una dimensione di effettiva esistenza dell’essere umano.

“La rete tende sempre più a diventare trasparente, invisibile, tende esponenzialmente a non essere più “altro” rispetto alla nostra vita quotidiana”. A dire questo è un prete gesuita che da anni vive la rete come profonda e stimolante occasione di osservare l’umanità che si muove in quella terra riflessa. Una regione poco esplorata che ancora molti suoi colleghi guardano, nella migliore delle ipotesi, con sospettosa reticenza.

La “Cyberteologia” è quella branca della metafisica che studia le tracce di assoluto nell’ umanità digitale, quella possibile aspirazione alla trascendenza che è possibile scorgere nelle immense possibilità di combinazioni di pensieri ed espressioni umane che, in ogni istante dell’ inconcreto universo di Internet, si incrociano, sfiorano, entrano in collisione, si fondono per poi disperdersi di nuovo.

A sollecitarci a una riflessione cyberteologica è Antonio Spadaro, direttore della rivista “La Civiltà Cattolica”, docente alla “Pontificia Università Gregoriana e membro importante di varie Pontificie istituzioni. Spadaro ha appena pubblicato “Cyberteologia, pensare il Cristianesimo al tempo della rete” (ed. V&P Vita e Pensiero), summa di tutto il suo viaggiare da anni in Internet come competente e curioso “missionario”.

Spadaro è presente già da tempo in rete con Leggi tutto “Cyberteologia su “La Stampa””

Cyberteologia a Melog – Radio 24

Oggi sono stato a Radio 24 per una intervista con Gianluca Nicoletti sul mio libro Cyberteologia. Pensare il cristianesimo al tempo della rete (Milano, Vita e Pensiero, 2012). Pensavo che i 45 minuti del programma Melog sarebbero stati tanti, troppi per una intervista. E invece il dialogo con Gianluca è stato vivace, intrigante, sorgivo: una intervista come dovrebbero essere tutte, direi. Non ci sono state tesi troppo rigide o dibattiti tra posizioni opposte, ma dialogo che cresceva col procedere del colloquio… Di questo sono grato. Una belle esperienza: buone domande, grandi questioni.

E’ possibile ascoltare l’intero programma a questo link diretto al file AUDIO

Qui invece un breve estratto di due minuti.