L’intervento di padre Lombardi al Vatican Meeting for Bloggers

(n.b.: si tratta di una trascrizione non rivista dall’autore)

Tre premesse

Ringrazio molto per essere stato invitato. Per me è un piacere essere con voi. Io non sono un grande frequentatore dei blog, ma quando sono entrato qui ho sentito fin dall’inizio un’atmosfera molto intensa di comunicazione personale. Come ha detto padre Spadaro, noi che faremo ora questa seconda serie di interventi siamo rappresentanti della comunicazione istituzionale, di istituzioni. Invece, in questa sala oggi si sente benissimo che si è in un gruppo, in una comunità di persone abituate ad esporsi molto personalmente nella comunicazione, in un certo senso a testimoniare, a dire quello che ognuno pensa, quello che ognuno è. E questo è anche per me molto piacevole ed influisce anche un poco sul tono di questa mia comunicazione con voi.

Una seconda breve premessa: all’inizio è stato detto chiaramente che questo non vuole essere un incontro di bloggers cattolici, ma vuole essere un incontro aperto, anche se sappiamo benissimo che una gran parte di voi naturalmente sono cattolici, membri della Chiesa, anche impegnati in essa. Voglio osservare che in questa stessa sala, nei giorni passati, la Radio Vaticana ha organizzato l’assemblea annuale delle radio del servizio pubblico (membri della Unione Europea di Radiodiffusione), non delle radio cattoliche. Quindi, per noi è naturale, anche come istituzioni vaticane, sentirsi inseriti in una realtà molto ampia, avendo anche la nostra identità, la nostra missione – se vogliamo -, ma con grande desiderio di un’apertura, di un dialogo rispettoso e aperto con tutti coloro che vogliono contribuire a mettersi in comunicazione.

La terza piccola premessa riguarda il Papa: credo che tutti voi, guardando a me, in un certo senso vi diciate: “Ecco una persona che ha a che fare con il Papa! Che cosa ci dice del Papa? Può portare al Papa il nostro saluto, il senso di quello che stiamo facendo qui?”. E allora mi sembrava doveroso ricordare che il Papa è una persona che, anche se non fa twitter in ogni momento, non ha un suo blog personale, però è estremamente attenta e intelligente e quindi capisce bene che cosa succede nel nostro mondo ed è molto desiderosa di aiutare e di partecipare.

Quando per la GMG di Sydney gli è stato detto: “Si possono mandare degli sms con parole del Papa, ogni giorno, ai giovani che partecipano?”, io ho trasmesso questa proposta e lui è stato immediatamente disponibile. Quando gli abbiamo proposto di aprire un canale vaticano su You Tube – quindi la notizia sarebbe stata: “Il Papa su You Tube”! – lui ha capito ed è stato immediatamente disponibile. Quando Rosario Carello – che è uno di voi – gli ha chiesto di rispondere in televisione alle domande su Gesù, il Venerdì Santo, è stato immediatamente disponibile, più di quanto io mi aspettassi. Poi c’è stato il libro-intervista con Seewald – che è già stato ricordato anche qui – e si potrebbe parlare ancora di tutta la sua disponibilità. Questa mattina ho avuto un incontro di tipo tecnico-organizzativo con dei responsabili di quello che dovrebbe essere il collegamento con la Stazione spaziale che ruota intorno alla terra, che è previsto nei prossimi giorni, sempre che lo Shuttle riesca a partire per le buone condizioni del tempo e per il superamento degli inconvenienti tecnici. E quindi il Papa si è subito detto disponibile per il colloquio con gli astronauti, sempre che la missione si sviluppi bene nei prossimi giorni. E lo stiamo preparando. Ecco: questo è il Papa; è disponibilissimo, è aperto ad ogni possibilità di comunicazione che gli venga offerta.

Due riflessioni e un consiglio

Da parte mia, cosa dire ora per questo incontro? Ci sono soprattutto due considerazioni per cui mi dico: “I bloggers probabilmente sono molto importanti per la Chiesa e per la società”.

La prima è quella dell’opinione pubblica nella Chiesa. Non so se voi avete una certa conoscenza del Magistero della Chiesa sulle comunicazioni sociali, ma nel documento conciliare (Inter mirifica, nn. 8 e 14), e più ancora nella “Communio et progressio” – che è l’Istruzione per l’applicazione del documento conciliare sui media -, si parla abbastanza ampiamente del fatto che anche nella Chiesa ci deve essere un’opinione pubblica (nn.117-127: “La pubblica opinione e la mutua comunicazione nella vita della Chiesa”). E il Magistero si deve sviluppare anche in dialogo con questa opinione pubblica dei fedeli nella Chiesa. Non vuol dire che il Magistero perda la sua funzione di guida, ma che c’è anche un formarsi di un’opinione tra i fedeli che aiuta il formarsi del pensiero della Chiesa, in particolare nel dialogo con il mondo di oggi.

Questo tema dell’opinione pubblica nella Chiesa – che è da approfondire e sviluppare – non è stato forse tanto sviluppato negli ultimi decenni. E io credo che la realtà dei blog sia un elemento che può entrare dinamicamente nello sviluppo di questa dimensione. Quindi c’è una responsabilità, per quanto riguarda la vita ecclesiale, di manifestazione del pensiero, di sua circolazione, di formazione dell’opinione che è importante per la Chiesa.

Una seconda considerazione è quella dell’interattività: noi qui – da questa parte del tavolo degli oratori – rappresentiamo una comunicazione istituzionale, quindi una comunicazione che, naturalmente, ha una tradizione di essere piuttosto “dal centro verso la periferia”, ma senza che ci sia poi forse a sufficienza un ascolto della reazione a quello che viene detto, un feedback, una verifica se il messaggio è arrivato, come è arrivato, come è stato recepito, per migliorarlo e renderlo più chiaro e così via. Questo, soprattutto dato lo sviluppo della dimensione dell’interattività nella comunicazione odierna, io lo sento come un problema molto attuale nel mio lavoro, anche alla Radio Vaticana e alla Sala Stampa.

Non sono le decine di piccoli commenti – a volte piuttosto “buttati lì”, o superficiali o emozionali che si mettono a seguito di un messaggio o di una notizia – che mi aiutano molto a vivere questa interattività. Credo invece che il lavoro, la presenza, la riflessione più approfondita che si trova da parte dei bloggers possa essere un aiuto per sviluppare la dimensione di interattività e di dialogo, in un senso specifico, della comunicazione da parte delle istituzioni di comunicazione ecclesiale.

Una terza considerazione che aggiungo è che io ho scoperto, soprattutto in questi ultimi anni, come il monitoraggio della rete e quindi anche della blogosfera – naturalmente sapendo individuare e selezionare quelle che possono essere le voci più serie e più autorevoli – è importantissimo, anche per noi che lavoriamo nella comunicazione della Chiesa e con responsabilità per la Chiesa. E devo dire che io sono molto aiutato ogni giorno – per non dire ogni notte -, da uno di voi che è un blogger molto esperto, che mi aiuta a fare questo monitoraggio ogni giorno. Ed ogni mattina, dopo che ho celebrato la Messa, alle 7.30 mi trovo il suo contributo molto sintetico di monitoraggio della rete e della blogosfera in poche pagine che mi aiutano a capire in quale giornata informativa e comunicativa sto entrando.

Allora, vi dò un consiglio: vedete se potete fare dei servizi analoghi, magari per delle persone che ne hanno bisogno. Sarà il vostro vescovo o non so chi….Potete dare questo aiuto a leggere quello che sta succedendo nella rete, nella blogosfera per chi ha delle responsabilità nella Chiesa. A me questo servizio fatto da un blogger ha cambiato la vita.

La nostra offerta per i bloggers

Una seconda piccola parte della mia comunicazione è: che cosa facciamo noi, con la nostra comunicazione istituzionale, che vi può essere utile? Qui sarò brevissimo, perché voi già lo sapete.

Per quanto riguarda la Sala Stampa, io cerco di avere di solito uno stile di dichiarazioni e comunicazioni molto brevi, possibilmente chiare, possibilmente univoche. Io cerco di dare un contributo possibilmente chiaro per il vostro servizio di diffusione di informazione, di commento, di considerazione, di riflessione.

Per quanto riguarda il Vis (Vatican Information Service) della Sala Stampa, ha cominciato ad usare la forma del blog – istituzionale, non personale – per la pubblicazione delle sue notizie. Quindi, c’è anche una dimensione – diciamo così – di “blog istituzionale” nel nostro servizio, è un po’ la prima istituzione che lo fa.

Per quanto riguarda la Radio Vaticana, in collaborazione con il CTV, ha cercato di entrare gradualmente nel mondo dei nuovi media in questi ultimi anni, con passi di una certa prudenza, ma reali, a partire dalle RSS e dai podcast dal sito della RV, ad un canale Twitter in sei lingue per segnalare gli ultimi contributi più importanti che si stanno pubblicando, ad un canale su YouTube regolarmente alimentato. Adesso, in occasione della Beatificazione di Giovanni Paolo II, c’è stata l’esperienza di una pagina su Facebook su cui trasferire molti materiali da poter condividere. E poi si è sviluppato uno strumento che vi può essere molto utile come persone che vivono su Internet: c’è lo streaming live di tutti gli avvenimenti vaticani (forse lo avete già sperimentato in questi giorni della Beatificazione), così come un nuovo player che poi sarà utilizzato anche sul portale vaticano ed anche sul sito ufficiale del Vaticano. Esso offre sia il video streaming, sia l’audio streaming, sia un nuovo servizio che noi chiamiamo “Vatican Tic”, cioè un’agenda del Papa a cui sono linkati tutti i contributi che riguardano ogni evento dell’agenda del Papa. Sono strumenti di lavoro e di aiuto per voi.

Per continuare a dialogare e a riflettere

Un’ultima piccola parte della mia comunicazione riguarda qualche riflessione in dialogo con voi.

La prima riflessione è un “Grazie!”. Sono stato colpito da quanto ha affermato l’amico Beltramo, che ha parlato nel panel precedente, quando diceva che aveva gradito la mia comunicazione che cercava di spiegare il senso delle parole del Santo Padre a proposito dei “condom”, e aveva cercato di diffonderla rapidamente. Quindi sono molto grato del servizio di aiuto, di collaborazione, di diffusione che anche attraverso i blog viene fatto per spiegare e presentare correttamente il pensiero del Santo Padre.

In tutta sincerità, devo dire che sul Blog “Sacro e profano” dell’amico Beltramo io ogni tanto trovo anche qualcosa che mi sembra confondente. Allora: questa è la realtà della vita, cioè trovo qualcosa che mi sembra confondente, però trovo in lui anche un grande aiuto a diffondere gli elementi di chiarificazione. Cioè: dobbiamo avere un senso molto reale e concreto di quello che è la comunicazione; ci aiutiamo vicendevolmente in un cammino in cui cerchiamo insieme di dare dei messaggi che si approssimano all’obiettività e alla vera utilità.

Una secondo “Grazie!” è per il senso di inserimento in una comunità senza troppi confini e globale. Lavorando alla Radio Vaticana, anche se con molte lingue, in passato io ho cercato di sviluppare una comunicazione un po’ piramidale, organizzata per ambiti linguistici regionali. Cioè: abbiamo un messaggio da comunicare, in particolare – come Radio Vaticana – il servizio del Santo Padre; lo esprimiamo in modo adatto alle diverse culture nelle diverse lingue e questo viene ripreso e rilanciato – per esempio – dalle reti delle radio di quelle lingue nelle diverse regioni.

Adesso, la rete mi ha fatto saltare completamente questa logica, perché quello che io dico in francese non serve solo per le regioni geografiche di lingua francese, ma può essere letto dall’altra parte del mondo. Tanto più in inglese o nelle altre lingue. Quindi, quello che era un po’ un mio schema di comunicazione, di inculturazione regionale linguistica, adesso è confuso dalla realtà della rete globale. Ecco: la vostra realtà, che è quella di comunità dei bloggers tipicamente senza confini, è la realtà con cui – credo – noi dialoghiamo per sperimentare questa nuova universalità della comunicazione, che continua ad usare lingue differenti però è veramente universale, senza più riferimenti geografici precisi e così via… Questo noi lo impariamo e lo dovremmo sperimentare sempre di più anche grazie al dialogo con voi.

Un’ultima cosa. Nel primo panel è venuta fuori più di una volta la parola “ego”, come uno degli elementi anche significativi della realtà, dell’espressione dei bloggers. Questo mi ha colpito e, onestamente, credo che sia un po’ uno dei problemi su cui vale la pena di riflettere anche dal punto di vista dell’esperienza esistenziale dell’essere comunicatori. Io, invece, vivo sulla parola “servizio”. Diciamolo chiaramente, io sono un nemico totale dell’ego e mi ritengo un servitore a tempo pieno e senza riserve. Cioè: credo che nella comunicazione sia assolutamente essenziale la dimensione del servizio di colui che è il mio interlocutore, a cui io cerco di comunicare un messaggio per essere utile a lui, per condividere con lui qualcosa di estremamente importante, e così essere il servitore della crescita di una comunità umana nella democrazia, nel rispetto reciproco, nel dialogo.

Perciò vi propongo questa dinamica anche per la vostra riflessione personale: quanto c’è nel nostro, nel vostro lavoro, in particolare come bloggers, di dinamica tra l’ego e il servizio degli altri, della verità, della Chiesa nelle sue diverse dimensioni?

Grazie per la vostra pazienza e attenzione!