Cardinal Schönborn: marriage and pastoral conversion. My interview.

Christoph-Schonborn

(originally published in La Civiltà Cattolica 2015 III 494-510 (Issue n.3966 – August 26, 2015 – ORIGINAL FULL TEXT IN ITALIAN HERE )

During the Extraordinary Synod on the family, that was held from October 5 to October 19, 2014, I had been struck by, among others, the intervention of Cardinal Schonborn, Archbishop of Vienna.  We had a discussion, after his intervention in the hall, during dinner with a common friend.  Then he spoke to me of his experience as a son of a family that that had lived a divorce.  His lucidity did not come from a merely intellectual reflection, but was the fruit of the lived experience.  Strolling under the colonnades of St Peter’s, he spoke to me about the oblivion regarding grandparents and aunts and uncles in the synodal talks.  The family, he said to me, it’s not only husband, wife, and children: it is a network of broad relationships, even composed of friends and not only of parents.  An eventual divorce affects the broad web of relationships, not only a couple’s life.  But it is also true that that web can hold up to the shock of the split and can sustain the weakest, the children for example.

We did not have to interrupt the conversation.  We pursued it in two successive encounters, after some months, in the office of Civiltà Cattolica.  One time even with his friend and fellow Dominican, Fr. Jean Miguel Garrigues, who I have also interviewed for our journal.[1]  And the conversation, in the end, continued also in Vienna, at the Kardinal König Haus.  The interview that follows is the fruit of these encounters, that at the end took the form of a unitary dialogue.  I asked the Cardinal for a reflection tied strictly to his experience as a pastor.  And it is this pastoral inspiration that gives body and breath to his words.

Eminence, what was, in your view, the intention of the Extraordinary Assembly of the Synod on the family?  There was talk of the joy of the family and the challenges of the family.

When Francis became pope, the theme of the successive Synod was already fixed by Pope Benedict: the general questions of Christian anthropology and bioethical questions.  During his first meeting with the Council of the Synod, Pope Francis immediately observed that it would be difficult to confront such questions outside of the framing based on the family and marriage, and, consequently, little by little the theme shifted, without disregarding the anthropological questions, but placing them in correlation with this original anthropology that is the Biblical teaching on man and woman, on their union, on their vocation and ond the great themes of marriage and the family.

But why return to a theme that St John Paul II had treated more or less exhaustively in the course of the 27 years of his pontificate?

I think that Pope Francis wanted, first of all, to encourage us—and he has repeated it many times—to look to the beauty and vital importance of marriage and family with the view of the Good Shepherd who was close to everyone.  He put into motion this synodos, this common journey, in which we are all called to observe the situation, not with a look from above, beginning from abstract ideas, but with the look of pastors who perceive today’s reality in a gospel spirit.  This look on the familiar and matrimonial reality is not, first of all, a critical look that underlines every lack, but a benevolent look, that sees how much good will and how many challenges exist, while in the midst of so much suffering.  Basically, we are asked for an act of faith: to bring ourselves close to the diverse crowd without fear of being touched.

In the convocation of the Synod, can we therefore read a desire for concreteness, for closeness…

Yes, the desire to look to concrete people in their joys and sufferings, in the sadness and anxiety of their daily life and to bring them to the Good News, discovering that they live the Gospel in the midst of so many pains, but also with so much generosity.  We must detach ourselves from our books and go into the midst of the crowd and let ourselves be touched by the life of the people.  To see them and know their situations, more or less unstable, beginning from deep desire written in the hearts of everyone.  It is the Ignation method: seeking the presence and action of God in the smallest details of daily life.  We are still distant from having realized this hope made by Pope Francis.  We haven’t even reached this Leggi tutto “Cardinal Schönborn: marriage and pastoral conversion. My interview.”

40 punti chiave dei “Circoli minori” al #Sinodo15

FullSizeRenderEcco di seguito 40 brevi punti emersi nelle relazioni dei Circoli Minori dei gruppi. Essi non rappresentano una sintesi esaustiva né sostituiscono la lettura integrale dei testi. Tuttavia costituiscono una presentazione di importanti elementi emersi e anche in più di un gruppo. Danno nel loro insieme una buona idea dell’ampio  lavoro fatto e dei contributi offerti. Possono essere presi come guida alla lettura oppure come una sintesi per avere a disposizione elementi chiave.

1. Cambiamenti per migliorare l’incisività, usare una terminologia più positiva e comprensibile. Ad esempio: purtroppo a volte l’indissoubilità è presentata solo come un fardello; termini “natura” e “naturale” sono di difficile comprensione e utilizazione a livello pastorale. Occorre inoltre avere una maggiore ispirazione biblica, specialmente ai libri poetici e sapienziali (Italicus B e A, Anglicus A e D, Gallicus A e B, Hibericus B)

2. “Non c’è un unico modo per fare famiglia”. Esistono anche le “famiglie discepolari”, la vita religiosa… (Italicus B)

3. L’importanza della missione della pastorale nella trasmissione della dottrina (Italicus B)

4. La comunità cristiana sia “famiglia di famiglie” e modelli la sua pastorale allo stile della famiglia con la sua forza umanizzante (Italicus C)

5. Considerare la famiglia in tutte le sue tappe, anche nei tempi in cui i figli partono e i genitori sono anziani (Italicus C)

6. Necessità di armonizzare l’attenzione alla sacramentalità del matrimonio con l’obiettivo di rivolgere la proposta evangelica a tutti, anche ai non credenti: il Signore deposita nel cuore di ogni uomo il desiderio di famiglia (Italicus A)

7.  L’analogia marito-moglie/Cristo-Chiesa è imperfetta ma se ne deve cogliere il senso spirituale (Italicus A)

8. Le catechesi di Papa Francesco aiutano per amonizzare sacramentalità e creaturalità (Italicus A)

9. La Chiesa deve esere sempre maestra ma anche madre che porta un annuncio di speranza (Italicus A)

10. Ricordare il collegamento diretto e importante tra il Sinodo sulla Famiglia e il Giubileo della Misericordia (Italicus A)

11. E’ la certezza del perdono che è permette la franchezza della confessione. La percezione del peccato si desta davanti all’amore gratuito di Dio. La misericordia di Dio non ha alcuna condizione (Italicus A, Hibericus A)

12. Importanza della guida spirituale che accompagni gli sposi (Italicus A)

13. L’espressione “Vangelo della famiglia” ad alcuni sembra vaga. Bisognerebbe precisare che cosa significa (Anglicus D)

14. Importanza della preghiera, delle devozioni e della religiosità popolare nella spiritualità familiare (Anglicus D, Gallicus B)

15. Non dimenticare le violenze in famiglia, che accadono soprattutto nei confronti delle donne (English D)

16. Bisogna capire che cosa significa “vocazione” alla vita familiare in relazione a quella alla vita consacrata (Anglicus A)

17. Il documento finale comunque avrà delle limitazioni. Si immagina una Esortazione Apostolica del Santo Padre (Anglicus A)

18. Nel documento ci sono espressioni in cui pare che si assolutizzi il matrimonio e la famiglia metre Gesù li relativizza al Regno di Dio (Hibericus A)

19. Gesù apre sempre le porte e non scaglia pietre (Hibericus A)

20. La fedeltà e l’indissolubilità sono un mistero che include la fragilità (Hibericus A)

21. Abbiamo una teologia del matrimonio attenta prevalentemente alla morale (Hibericus A)

22. Seguendo la tesi dei “semina Verbi” non si può disconoscere che ci sono molti valori positivi in altri tipi di famiglia (Hibericus A)

23. Abbiamo chiuso il matrimonio dentro troppi formalità che i giovani rifiutano identificandole con l’ipocrisia (Hibericus A)

24. Gesù ha vissuto la maggior parte della sua vita all’interno di una vita ordinaria di famiglia (Gallicus A)

25. Evitare che parlare di indossolubilità in maniera troppo insistita possa far apparire che questa sia la nostra unica preoccupazione. Evitare anche di parlarne solo in termini di obbligo, ma anche di dono (Gallicus A, Anglicus C, Anglicus B)

26. La dottrina è nota ma le esigenze della realtà e i nuovi accenti della riflessione teologica devono essere presi in considerazione perché il Sinodo dia un apporto davvero significativo (Hibericus B)

27. Incoraggiamento alle coppie che vivono un matrimonio cristiano genuino (Anglicus C)

28. Si conferma la necessità di un linguaggio più simbolico, esperienziale, significativo, chiaro, invitante, aperto, pieno di gioia e speranza, ottimistico (Anglicus C)

29. Parlando della famiglia bisogna parlare anche del sacrificio che la vita familiare implica. E così bisogna esplorare le possibilità (Anglicus C)

30. Capire meglio le motivazioni di coloro che preferiscono non sposarsi. Abbiamo bisogno di comprendere meglio (Anglicus C)

31. Misericordia e verità non sono mai in contraddizione. La giustizia di Dio è una misericordia con la quale ci rende giusti. Non bisogna porre limiti umani alla misericordia di Dio (Germanicus, Anglicus B)

32. Pensiamo in modo troppo statico e non in modo storico. La dottrina si è sviluppata in modo storico. Questo processo è vera anche nella vita delle persone (Germanicus)

33. Lo sviluppo storico della dottrina fa capire che anche la pastorale deve essere un processo a gradi. Chiarezza della dottrina e gradualità nella pastoriale non si oppongono ma esprimono la concretezza dell’accompagnamento (Germanicus)

34. Importanza della coscienza e della resposbilità. C’è una legge che Dio iscrive nella persona dove l’uomo può sentire la sua voce. Occorre rispetatrla (Germanicus)

35. Il nostro magistero deve rispecchiare la pedagogia divina che oggi continua (Anglicus B)

36. Il Sinodo dovrebbe sostenere le scuole cattoliche per approfondire l’educazione religiosa che comincia nella famiglia (Anglicus B)

37. Non lasciamoci prendere da false opposizioni che alimentano la confusione (Gallicus C)

38. Gesù ha unito indossolubilmente la Trinità e la famiglia per la sua incarnazione nella famiglia di Nazaret (Gallicus C)

39. Che il Sinodo apra un tempo di paziente ricerca da parte di teologi e pastori che possa delineare una pastorale familiare in un orizzonte di comunione, Non abbiamo bisogno di assetti disciplinari universali (Gallicus C)

40. Come portare le persone e soprattutto i più giovani a comprendere il senso del matrimonio cristiano anche grazie al fatto che la famiglia diventi soggetto e non solo oggetto di pastorale (Gallicus B)