Per continuare la tradizione di una rivista come “La Civiltà Cattolica”…

Il mio saluto ai lettori come nuovo direttore della rivista “La Civiltà Cattolica”

Il 1 ottobre 2011 è uscito il primo numero della rivista La Civiltà Cattolica che porta la moa firma come direttore. Pubblico qui in versione integrale il mio saluto ai lettori. Estendo così il saluto anche a coloro che mi seguono su questo blog di Cyberteologia nella speranza che vogliano diventare anche abbonati di questa che, fondata nel 1850, è la più antica rivista italiana. 

Assumere la direzione di una rivista che ha oltre 160 anni di storia significa confrontarsi con una sfida molto impegnativa. La Civiltà Cattolica , infatti, nata nel 1850, ha vissuto decenni nei quali è mutato il significato stesso della comunicazione, oltre alle sue modalità. Nel nostro tempo, segnato profondamente dalle reti sociali e dai nuovi media digitali, comunicare significa sempre meno «trasmettere» notizie e sempre più essere testimoni e «condividere» con altri visioni e idee. Tra le prime conseguenze c’è la necessità che dalla pagina traspaia con chiarezza un messaggio. Fare cultura oggi significa assumersi le proprie responsabilità e il proprio compito nella conoscenza. Benedetto XVI nel suo Messaggio per la 45 a Giornata Mondiale delle Comunicazioni ha scritto che «quando le persone si scambiano informazioni, stanno già condividendo se stesse, la loro visione del mondo, le loro speranze, i loro ideali».

Ciò che La Civiltà Cattolica intende offrire ai suoi lettori è proprio questo: la condivisione di un’esperienza intellettuale illuminata dalla fede cristiana e profondamente innestata nella vita culturale, sociale, economica, politica dei nostri giorni. Il suo contributo è serio, ma non elitario: il suo linguaggio, in genere, è piano, comprensibile, non per «addetti ai lavori». Soprattutto è una rivista che vuole condividere le proprie riflessioni non solamente con il mondo cattolico, ma con ogni persona impegnata seriamente nel mondo e desiderosa di avere fonti di informazione affidabili, capaci di far maturare il giudizio personale. È nel suo codice genetico fare da ponte, interpretando il mondo per la Chiesa e la Chiesa per il mondo, contribuendo a un dialogo aperto, pieno, cordiale, rispettoso. Gli scrittori della Civiltà Cattolica sono convinti che una rivista culturale non possa essere «neutra»: più diventa portatrice di una visione della realtà, più essa ha interesse, senso, utilità.

Non c’è alcun bisogno di ricordare la funzione essenziale che hanno svolto nel nostro Paese le riviste culturali. Nei primi anni del Novecento e tra le due guerre mondiali, hanno rappresentato un luogo vivo e inquieto di scambio, incontro e scontro culturale, di valori e di idee. La Civiltà Cattolica , essendo la rivista culturale più antica d’Italia, non intende venir meno a tale compito. Non si tratta di fare proclami o campagne ideologiche, ma di avere una coscienza critica attiva, capace di dichiarare gusti e prospettive e, soprattutto, capace di aprire scenari, ispirare l’azione e la sensibilità. La Civiltà Cattolica — scrivevano i nostri predecessori nel 1851 — «ti entra in casa per recarti novelle, per proporti dubbi, per darti schiarimenti su questa o quella quistione delle più dibattute». L’identità della nostra testata include dunque non solamente buone analisi e ricerche originali, ma anche prese di posizione che siano in grado di parlare all’intelligenza e al cuore dei Leggi tutto “Il mio saluto ai lettori come nuovo direttore della rivista “La Civiltà Cattolica””