L’isola digitale del gesuita 2.0

Inserisco qui una intervista che mi è stata fatta da Andrea Gagliarducci e che è apparsa sul quotidiano La Sicilia di Catania il 29 dicembre 2011. E’ una bella sintesi che mi piace far conoscere: dalla cucina siciliana al web 2.0, dalla spiritualità ignaziana all’importanza dei miei genitori…

Viene dallo stare su un’isola la necessità di costruire ponti. E Antonio Spadaro, gesuita, ha sempre sentito dentro di sé questa necessità. Forse perché dalla sua casa a Messina si vedeva il lembo di terra della Calabria che non si poteva raggiungere se non a nuoto o in barca. O forse perché la vita lo ha portato lontano, prima a fare il noviziato dei Gesuiti a Genova, poi a Padova, Roma, Napoli, ancora Roma, con una parentesi negli Stati Uniti. Mantenendo sempre un legame con la Sicilia, e in particolare con Catania, dove “torno ogni anno, dal 3 al 6 febbraio, per la festa di Sant’Agata, cui sono devoto. Mia madre, Grazia Gennaro, era catanese”.

Lo si vedrà anche quest’anno a Catania per la festa di Sant’Agata? Non sappiamo, perché padre Spadaro è stato da poco chiamato a dirigere Civiltà Cattolica, il prestigioso quindicinale dei Gesuiti. Sarà lui a costruire il ponte verso il futuro della storica rivista (fu fondata nel 1850). Il progetto prevede una “maggiore presenza on line e nei social network, e anche una app per iPad”. Antonio Spadaro era l’uomo giusto per farlo. Definito il “gesuita 2.0” oppure “tecnogesuita” per la sua presenza su Internet (la sua prima pagina ufficiale è dei primi anni Novanta), la sua storia racconta meglio di qualunque il passaggio verso la cultura digitale. Un passaggio che per lui è stato abbastanza semplice e Leggi tutto “L’isola digitale del gesuita 2.0”