Teilhard de Chardin al Sinodo dei Vescovi

Presento qui l’intervento di mons. Ägidius Johann Zsifkovics, Vescovo di Eisenstadt (Austria), al Sinodo per la Nuova Evangelizzazione.

Gli interventi sono di 3 minuti e dunque richiedono estrema concisione.

Qui la traduzione italiana e sotto l’originale tedesco.

La Costituzione pastorale “Gaudium et spes” esprime la dinamica del pensiero di uno dei grandi credenti del ventesimo secolo: il Padre Pierre Teilhard de Chardin. Desidero ricordare espressamente la sua opera a questo sinodo. Che ci piaccia o meno, i fenomeni globali da lui intuiti oltre sessant’anni fa oggi ci attorniano. Viviamo tutti in un mondo in cui è diventata precaria l’esistenza non solo della singola persona, ma anche dell’intera umanità. Teilhard vedeva la vita e l’universo come un movimento creativo operato da Dio, movimento non ancora giunto alla sua meta. Sono convinto che questa visione della Chiesa e del mondo possa indicare un’uscita dalla crisi e, sulla divisione esistente tra fede e vita, avrà un’effetto altrettanto benefico quanto sui problemi di comprensione tra ragione cristiana e ricerca tecnologica.

Solo una visione cosmica profonda, comprensiva, della Persona di Gesù, nel momento in cui riesce a trascinare con sé l’anima dell’uomo moderno, non rimarrà individualistica, ma costituirà una comunità in cui questo nuovo modo di vedere venga davvero vissuto, a partire dalla famiglia e dalla chiesa domestica, fino alle comunità e alle Chiese locali. E solo quando la si vive, questa visione può costituire uno stile di vita nuovo, considerato naturale e normale, e produrre in tal modo una nuova cultura cristiana in Viagra grado di permeare e di modificare tutto l’ordine temporale.

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Die Pastoralkonstitution “Gaudium et spes” trägt die Dynamik des Denkens eines der großen Glaubenden des zwanzigsten Jahrhunderts: Pater Pierre Teilhard de Chardin. Vor dieser Synode soll sein Werk ausdrücklich in Erinnerung gerufen werden. Ob wir es wollen oder nicht: Die von ihm vor mehr als 60 Jahren vorausgesagten globalen Phänemene haben uns heute eingeholt. Wir alle leben in einer Welt, in der nicht mehr nur das Dasein des Einzelmenschen, sondern das der ganzen Menschheit fragwürdig geworden ist. Teilhard sah des Leben und den Kosmos in einer von Gott bewirkten kreativen Bewegung, die noch nicht an ihr Ziel gelangt ist. Ich bin überzeugt, dass diese Sicht der Kirche und der Welt in der Krise einen Weg zeigen kann. Sie wird auf die in der modernen Gesellschaft vorhandene Trennung von Glauben und Leben ebenso heilsam wirken wie auf die Verständnisprobleme zwischen christlicher Vernunft und technologischer Forschung.

Nur eine vertiefte, alles umfassende, auch kosmische Sicht der Person Jesu wird in dem Moment, wo sie die Seele des modernen Menschen mitzureißen vermag, nicht individualistisch bleiben, sondern wird Gemeinschaft bilden, in der diese neue Sichtweise auch wahrhaft gelebt wird – begonnen bei den Familien und der Hauskirche, über unsere Gemeinden hin zu unseren Teilkirchen. Und nur, wenn diese Sicht gelebt wird, kann sie einen neuen als natürlich und normal empfundenen Lebensstil formen und wird so auch eine neue christliche Kultur hervorbringen, die imstande ist, die ganze zeitliche Ordnung zu durchdringen und zu verwandeln.