Quando Vito Mancuso confonde il profeta con l’idolo

Non ho molto da dire. Quel che avevo da dire al momento l’ho detto (poi servirà una riflessione più approfondita che richiede tempo e soprattutto riflettori spenti, almeno quelli che illuminano chi vuol esporsi).

E quel che avevo da dire l’ho detto qui intervistato da Vatican Insider.

Aggiungo semplicemente che oggi, 9 settembre, Vito Mancuso su Repubblica falsa il mio pensiero su Martini. O almeno lo interpreta in un modo nel quale io non mi riconosco affatto. Ripeto cose già dette: il modo migliore per marginalizzare il pensiero di un uomo che ha un compito pastorale di valore profetico è ridurlo a una categoria politica e farne un uomo di parte, cioè parziale. Ingabbiare Martini in categorie politiche (le solite) significa farne un idolo anziché un pastore e un profeta (cioè capace di parlare di Dio a tutti) per (tutta) la Chiesa. L’idolo ha bisogno di vestali che delimitino il terreno del sacro e regolino l’accesso, il profeta è libero di andare a destra e a sinistra. Quando sarà compresa la differenza tra “liberale” e “libero”?

 Se un pensiero è vivace non genera risentimento ma produce frutto. Persino quando non è compreso. Sono convinto che il pensiero davvero ecclesiale di Martini darà il suo frutto. Quanto dureranno invece i ricordi “piccoli” di un uomo “grande”? 

17 pensieri riguardo “Quando Vito Mancuso confonde il profeta con l’idolo”

  1. Perfettamente d’accordo. Libero Mancuso … teologo? Coi miei studi … sono anch’io al suo livello … non scrivo libri politicamente corretti ma credo di sporcarmi tutti i giorni le mani con quei ragazzi che non leggeranno mai le sue “riflessioni teologiche” … specie se accompagnate dall’altro libero pensatore “Augias” … sparare contro la Chiesa … può essere redditizio. Lavorare per la Chiesa … è un altro discorso. Purtroppo … se lo scrive Repubblica … è vangelo.

  2. Insisto Antonio su una grave confusione di piani di cui Vito Mancuso è una delle espressioni migliori.
    Liberale è un pensiero politico-culturale, centrato sull’individuo e sulla assolutezza dell’individuo (cioè su di una serie assai lunga di presupposti filosofici del tutto non giustificati).
    Libero è un fatto: l’esperienza che si fa della vita quando siamo travolti dal bisogno di Amore, dalla capacità nella realtà del nostro esistere dell’Amore di amarci.
    Solo nell’esperienza dell’amore di Dio si è liberi … per citare ed utilizzare Simon Pannikar di Cristofania … solo quando si è disposti a fare il “tuffo empirico ed esistenziale negli abissi della realtà, in ciò che Paolo definisce le profondità, l’abisso della Divinità”, solo in questa situazione si scopre l’esperienza della libertà e la difficoltà della sua comunicazione.
    Per dirla in soldoni.
    Ben pochi liberali sono liberi e Carlo Maria Martini invece era sicuramente una persona libera.
    Ciao r

  3. Carissimo Padre Spadaro,
    l’uomo libero è come il libero pensiero, non lo puoi classificare. Più che Mancuso, che relaziona su tematiche che non condivido circa “la libertà”, visto che ognuno di noi non nasce per propria scelta, in una o in un’altra famiglia, ricco, bello, povero, nè clona se stesso con l’immaginario ininfettabile, quanto piuttosto S. Ignazio predica circa la libertà all’ateo, libero purchè non sottometta se stesso ad alcuna piramide, ritengo che ognuno di noi è incatenato, dalla legge di gravitazione universale, allo spazio curvo, l’uomo, nient’altro che uno sputo nell’universo, dove spazio e tempo si equivalgono e dove noi, abitanti dell’universo, siamo tutti dentro la Misericordia di cui i Cieli e la Terra ne sono pieni . Purtroppo i giornalisti hanno necessità delle categorie, delle classifiche, e, ancor più, di liberisti piuttosto che di liberali, più che di liberi che, letto in maniera radicale,esegetica, potrebbe assomigliare ad “anarchico”, cosa che Martini, da cardinale, di certo non fu, nè la sua storia ci racconta di uno scavezzacollo che non abbia avuto e testimoniato che la vita ha un senso, una direzione, un verso, proprio come la fune che il contadino tende affinchè la vite, crescendo, ci si avvolga attorno e dia frutto e frutto in abbondanza, fune che poi altro non è che la Fede.
    Ma Vito scrive per vendere e il mercato è in cerca di liberisti e di liberali non di uomini liberi.
    Cordialmente la saluto, Paolo Callari- Siracusa

  4. “Qualcuno, cogliendo in lui una dimensione di tormento e di dubbio, l’ha interpretata in forma scettica o polemica.” Davvero pensa Padre che sia stato tutto solo un errore di interpretazione? Molti cattolici hanno accolto con sconcerto e dolore certi continui contrappunti martiniani al magistero. E’ questo che deve fare un pastore, scandalizzare il gregge? E perchè il disappunto privato del cardinale non è mai diventato pubblico? Sarebbe stato molto utile e chiarificatore. Grazie, Elisabetta

  5. Caro Padre. Grazie per ribadire una grande verità che, però, richiede ampiezza di orizzonti, fuggire alle semplificazioni e umiltà per capire che il mondo non è in bianco e nero, ma è pieno di colori e sfumature. Con i suoi insegnamenti, il Card. Martini ci ha portato alla sua terra libera, al suo intelligente modo di amare. Grazie del tuo ulteriore chiarimento.

  6. Ciarimenti che non lasciano spazio a dubbi.Grazie.Purtroppo il vizio di forzare a proprio vantaggio le opinioni altrui,sopratutto se influenti,è molto diffuso e duro a morire.

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