Primo commento al tema della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2012 – Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione

Ecco dunque il tema della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2012: Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione. Il commento fornito per avviare la riflessione è il seguente:

«La straordinaria abbondanza di stimoli della società della comunicazione porta in primo piano un valore che, a prima vista, sembrerebbe addirittura in antitesi ad essa. E’ il silenzio, infatti, il tema al centro della prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, <Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione>. Nel pensiero di Papa Benedetto XVI il silenzio non è presentato semplicemente come una forma di contrapposizione a una società caratterizzata dal flusso costante e inarrestabile della comunicazione, bensì come un necessario elemento di integrazione. Il silenzio, infatti, proprio perché favorisce la dimensione del discernimento e dell’approfondimento, può esser visto come un primo grado di accoglienza della parola. Nessun dualismo, quindi, ma la complementarietà di due funzioni che, nel loro giusto equilibrio, arricchiscono il valore della comunicazione e la rendono un elemento irrinunciabile al servizio della nuova evangelizzazione. Emerge, poi, con una certa evidenza il desiderio de Santo Padre di sintonizzare il tema della prossima Giornata Mondiale, con la celebrazione del Sinodo dei Vescovi che avrà come tema, appunto, <La nuova evangelizzazione per la trasmissione della Fede cristiana>».

Credo che in questo messaggio ci sia una intuizione importantissima che sarà da approfondire in attesa della pubblicazione del Messaggio del Santo Padre che avverrà in occasione della ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti (24 gennaio). E l’intuizione è la seguente: è impossibile opporre parola e silenzio. Parola e Silenzio sono elementi imprescindibili e integranti del processo comunicativo. Se è vero che si tratta di una cosa che sappiamo, è anche vero che è qualcosa che dimentichiamo facilmente. Pensiamo, bombardati da messaggi, che comunicare significhi semplicemente trasmettere, parlare, riversare contenuti e informazioni. Invece il Papa ci ricorda che oggi si fa troppa attenzione a chi parla e si dimentica che la comunicazione vera è fatta di ascolto, di dialogo, che è fatto di ritmi di parola e silenzio.

Ma il silenzio comunicativo non è mai mutismo, non è assenza o mancanza di parola, ma è spazio aperto, dimensione di vita. Infatti nel breve commento al tema “silenzio” è declinato con due parole che sono parte integrante della tradizione cristiana: discernimento e approfondimento. Queste parole ci fanno capire che il silenzio permette alla parola di diventare davvero luogo di esperienza e luogo di incontro, al di là del meccanisimo della information overload.