Ci si può confessare con l’iPhone?

I giornali riportano la notizia che ci si potrebbe confessare con l’iPhone. E’ vero? E’ così? I possessori di un iPhone possono davvero confessarsi, grazie a una apposita applicazione, con il loro smartphone?

Le applicazioni di questo tipo, in realtà, sono parecchie in Rete. Alcune sono addirittura giochi. Altre invece sono più serie e forniscono un aiuto per fare un esame di coscienza o riportano, come una sorta di ebook, testi da leggere in preparazione alla confessione, spunti di meditazione da avere sempre a portata di mano. L’applicazione alla quale ci si riferisce è di questo tipo. E così molte altre. Dunque la notizia è falsa. Non c’è un’applicazione che intenda sostituire la confessione auricolare.

Ma la domanda resta: ci si può confessare in Rete? Si possono celebrare sacramenti in Rete? La risposta andrebbe articolata bene e così la domanda. Mi limito qui a quale riflessione generale. Più in là ci saranno approfondimenti.

L’evento sacramentale e liturgico non è mai «tecnicamente riproducibile» in Leggi tutto “Ci si può confessare con l’iPhone?”

Linguaggio teologico e linguaggio tecnologico

Come è facile notare, avendo a che fare con computer e file di vario tipo, usiamo in continuazione parole di chiara origine teologica quali «salvare», «convertire», ma anche «giustificare». Il dott. Richard Rouse, responsabile del dipartimento «comunicazione e linguaggi» del Pontificio Consiglio della Cultura, presentando alla stampa la recente asssemblea plenaria dal titolo «Cultura della comunicazione e nuovi linguaggi» ha affermato: «Salvezza, conversione, giustificazione. Tre parole molto familiari ai teologi, ma per i laici, invece, cosa significano queste parole? Salvare un documento word; convertire tra diversi tipi di formato elettronico; giustificare sulla pagina a sinistra o a destra».

Dietro queste parole c’è una intuizione importante, non semplicemente legata a un modo di «dire» la fede, ma forse anche di «pensarla». Leggi tutto “Linguaggio teologico e linguaggio tecnologico”

Esercizi Spirituali e Realtà Virtuale

Il libretto degli Esercizi Spirituali di Ignazio di Loyola non è un testo da leggere di seguito, perché, in realtà, costituisce un insieme di indicazioni per la preghiera offerte a chi dà gli Esercizi spirituali perché possa aiutare chi li riceve. Gli Esercizi dunque non presentano meditazioni e preghiere, ma modi di meditare e di pregare che coinvolgono chi li applica nel contemplare il mistero scelto, anche con l’immaginazione e i sensi spirituali.

L’esercitante viene invitato a «immergersi» nel testo biblico in almeno tre modi: proiettando con l’immaginazione il proprio corpo nella scena rappresentata; partecipando alle emozioni dei personaggi; rivivendo passo passo le vicende del mistero contemplato. Si nota così come ogni esperienza spirituale sia associata a un elemento costitutivo della grammatica di una narrazione: ambientazione, personaggio e intreccio. Come esempio paradigmatico si può leggere il secondo «preambolo» alla contemplazione sulla Natività: «Qui sarà da vedere con gli occhi dell’immaginazione la via da Nazareth a Betlemme, considerandone la lunghezza e la larghezza, se tale via è pianeggiante o se attraversa valli o alture. Nello stesso modo, guardando il luogo o grotta della Natività, vedere quanto sia grande o piccolo, basso o alto e come sia addobbato. […] vedere le persone; vale a dire vedere la Madonna, Giuseppe e l’ancella e il bambino Gesù, appena nato. Mi farò simile a Leggi tutto “Esercizi Spirituali e Realtà Virtuale”

Commento al Messaggio per la 45a Giornata della Comunicazioni

Trascrizione della intervista che ho rilasciata a Fabio Colagrande per la Radio Vaticana sul Messaggio del Papa per la 45a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. In audio qui:

Nel messaggio il Papa afferma che esiste uno stile cristiano di presenza anche nel mondo digitale e spiega cosa significa testimoniare il Vangelo attraverso i nuovi media. Ci sono novità su questi aspetti?

Sì, il Papa è consapevole del fatto che «la profonda trasformazione in atto nel campo delle comunicazioni non è una questione tecnica e per specialisti, ma implica una «vasta trasformazione culturale».

In fondo l’elezione al pontificato di Benedetto XVI ha accompagnato, se così possiamo dire, la trasformazione del mondo della Rete in un network sociale. E lucidamente Benedetto XVI ci aiuta a capire come la società digitale non sia più pensabile e comprensibile solamente attraverso i contenuti, ma debba considerare innanzitutto le relazioni. In particolare, Il Papa nota che al tempo delle «reti partecipative» l’uomo è sempre implicato direttamente in ciò che comunica. Per questo Leggi tutto “Commento al Messaggio per la 45a Giornata della Comunicazioni”

Internet e Tradizione

Internet è una rivoluzione, è vero. Tuttavia è una rivoluzione antica, con salde radici nel passato: replica antiche forme di trasmissione del sapere e di vivere civile, ostenta nostalgie, dà forma a desideri antichi. Vediamo come, perché…

Pietra, argilla, papiro: questi i primi materiali che hanno fatto da supporto alla scrittura umana. Materiali concreti, che hanno avuto pregi anche tattili: consistenza, plasticità, leggerezza. Il passaggio dal papiro alla pergamena è stato decisivo per la possibilità di scrivere fronte retro, di piegare e di rilegare i fogli scritti, ma non ha modificato la concretezza del supporto. Si è passati però dal volumen, che si avvolgeva in rotoli, al codex, un assemblaggio di fascicoli che, cuciti, davano vita al libro. Un altro passaggio decisivo è stato quello segnato dall’uso della carta, che nel nostro Paese giunge intorno al XIII sec. d.C., anche se la sua invenzione è più antica di oltre dieci secoli. L’«invenzione» della stampa è Leggi tutto “Internet e Tradizione”

La Rete, parte integrante dell’unico «ambiente divino» che è il nostro mondo

E’ necessario cominciare a pensare la Rete teologicamente, dunque. Il pensatore che, pur inevitabilmente tra ombre e ambiguità, ha avviato una profonda riflessione teologica sulla cultura digitale è stato anzitempo, potemmo dire “profeticamente” il gesuita p. Pierre Teilhard de Chardin (1881-1955).

Il suo libro Il fenomeno umano — ha ricordato p. Federico Lombardi in un suo intervento al Convegno sui Testimoni digitali organizzato dalla Cei nell’aprile 2010 — «ci parla della storia del mondo in una prospettiva molto dinamica di evoluzione: con un disegno che parte da lontano, dalla creazione, e guarda lontano, verso il Punto Omega della storia, dove il Cristo Risorto riassume il significato di tutta questa storia».

Si passa attraverso stati diversi, ha riassunto p. Lombardi: «Noi abbiamo sotto i nostri piedi una litosfera, una prima tappa dell’evoluzione del nostro pianeta, un nucleo ancora senza vita. Ma poi Leggi tutto “La Rete, parte integrante dell’unico «ambiente divino» che è il nostro mondo”

La sfida della Chiesa: vivere bene al tempo della Rete

Internet non è un semplice «strumento» di comunicazione che si può usare o meno, ma un «ambiente» culturale, che determina uno stile di pensiero, contribuendo a definire anche un modo peculiare di stimolare le intelligenze e di stringere le relazioni, addirittura un modo di abitare il mondo e di organizzarlo. In questo senso la Rete non è un nuovo «mezzo» di evangelizzazione, ma innanzitutto un contesto in cui la fede è chiamata a esprimersi non per una mera «volontà di presenza», ma per una connaturalità del cristianesimo con la vita degli uomini. La sfida della Chiesa non dev’essere quella del modo di «usare» bene la Rete, come spesso si crede, ma come «vivere» bene al tempo della Rete.

Internet è una realtà destinata ad essere sempre più trasparente e integrata rispetto alla vita, diciamo così, «reale». Questa è la vera sfida: imparare ad essere wired, connessi, in maniera fluida, naturale, etica e perfino spirituale; a vivere la Rete come uno degli ambienti di vita.

Theoblogy

(breve intervista apparsa su La Difesa del Popolo, 16 gennaio 2011)

Blog e spiritualità, un legame possibile?

Diciamo che è meglio parlare di un legame reale più che di un legame semplicemente possibile. Uno di questi legami, ad esempio, è la «teoblogia» frutto del blogging theologically, di un «bloggare teologico». La rivista Christianity today ha parlato di una vera e propria «rivoluzione teoblogica» e di «blogosfera cristiana». Essa è molto variegata e comprende siti di riflessione e discussione teologica tra Leggi tutto “Theoblogy”

Teologia e tecnologia

La tecnologia non è soltanto, come credono i più scettici, una forma di vivere l’illusione del dominio sulle forze della natura in vista di una vita felice. Sarebbe riduttivo considerarla solamente frutto di una volontà di potenza e dominio. Essa, scrive Benedetto XVI nella Caritas in veritate, «è un fatto profondamente umano, legato all’autonomia e alla libertà dell’uomo. Nella tecnica si esprime e si conferma la signoria dello spirito sulla materia», e nel contempo si manifestano le aspirazioni dell’uomo e le tensioni del suo animo.

La tecnologia è, dunque, la forza di organizzazione della materia da parte di un progetto umano consapevole. In tal senso la tecnica è anche ambigua, perché Leggi tutto “Teologia e tecnologia”

(Motore di) Ricerca di Dio

Il Vangelo non è un’informazione fra le altre — affermava nel 2002 l’allora card. Ratzinger durante il Convegno Parabole mediatiche —, una riga sulla tavola accanto ad altre», ma è «la chiave, un messaggio di natura totalmente diversa dalle molte informazioni che ci sommergono giorno dopo giorno». Continuava l’attuale Pontefice: «Se il Vangelo appare soltanto come una notizia fra molte, può forse essere scartato in favore di altri messaggi più importanti. Ma come fa la comunicazione, che noi chiamiamo Vangelo, a far capire che essa è appunto una forma totalmente altra di informazione– nel nostro uso linguistico, piuttosto una “performazione”, un processo vitale, per mezzo del quale soltanto lo strumento dell’esistenza può trovare il suo giusto tono?». L’intervento aveva Leggi tutto “(Motore di) Ricerca di Dio”