Quotidianità, stupore e inquietudine…

Internet è una realtà che ormai è parte della vita quotidiana.

Se fino a qualche tempo fa era legata all’immagine di qualcosa di tecnico, che richiedeva competenze specifiche sofisticate, oggi è diventata un «luogo» da frequentare per stare in contatto con gli amici che abitano lontano, per leggere le notizie, per comprare un libro o prenotare un viaggio, per condividere interessi e idee…

Internet è dunque un «nuovo contesto esistenziale», come lo definiscono i recenti Orientamenti pastorali dell’Episcopato italiano per il decennio 2010-2020. Non, dunque, un «luogo» specifico all’interno del quale entrare in alcuni momenti per vivere on line, e da cui uscire per rientrare nella vita off line. La Rete è una realtà che sempre di più interessa l’esistenza di un credente e incide sulla sua capacità di comprensione della realtà e, dunque, anche della sua fede e del suo modo di viverla.

L’avvento di internet è stato, certo, una rivoluzione. Tuttavia è una rivoluzione con salde radici nel passato: replica antiche forme di trasmissione del sapere e del vivere comune, ostenta nostalgie, dà forma a desideri e valori antichi quanto l’essere umano. Pensando a internet occorre non solo immaginare le prospettive di futuro che offre, ma considerare anche i desideri e le attese che l’uomo ha sempre avuto e alle quali prova a rispondere, cioè: connessione, relazione, comunicazione e conoscenza.

È vero che la tecnologia porta sempre con sé un’aura che provoca stupore e anche inquietudine. Ma quali sono i motivi per cui questi sentimenti si generano? Probabilmente perché ciò che la tecnologia è in grado di realizzare corrisponde a desideri antichi e paure profonde. Se così non fosse le sue innovazioni non ci toccherebbero davvero meravigliandoci o intimidendoci.